martedì 28 aprile 2015

Un anno, un mese, dieci giorni dopo la laurea

E' un traguardo, un traguardo che sembrava non arrivare mai, lì, lontano, nascosto dai libri usati e illeggibili e dalle dispense illegali piene di biglietti, post-it fluorescenti, versi poetici e fitte conversazioni con le compagne universitarie. Ne senti parlare all'inizio della triennale, chi ci è già passato narra racconti leggendari e mitologici a riguardo e tu sei lì, ascolti sognante ogni singola parola, assaporando quel momento che sai che arriverà anche per te..anzi ci speri.. forse.. magari..chi lo sa.

Eppure la frase di chi ci è già passato/chi come te sta sperando di farcela/chi preme perché deve pagarti le tasse universitarie/chi non anela per niente al tuo stesso obiettivo è sempre la stessa: 

"Ci sono passati tutti! Vuoi proprio non farcela tu?"

E tu rispondi per cortesia: "Ma no, hai ragione, posso farcela!" (mentre vorresti dire: "Certo, è una possibilità!Potrei non farcela!Potrei non passare mai quello stramaledetto esame, potrei aver scritto una tesi che è una schifezza, il mio relatore potrebbe essere partito per il Burundi e decidere di non farmi laureare" etc. etc.).

Ad ogni modo, tra scleri, abbronzatura da monitor del pc, una vita sociale che è più solo un ricordo, parenti che hanno il terrore di rivolgerti la parola per quanto sei tesa, ce la fai.
Ti laurei.
Evviva!

Gioia, leggerezza infinita, falò di appunti e libri, danze tribali di ringraziamento per aver concluso la triennale, riti vodoo per quei professori che ti hanno fatto rosicare un sacco, festeggiamenti, fiumi di alcool, cervello spento per i prossimi mille anni almeno.

Eppure, anche da neolaureati non riusciamo a stare sereni...sì perché l'ansia è sempre lì....dietro l'angolo.....(suono terrificante di violini).

ANSIA livello 1: E adesso che si fa?
E' fatta, sei libera!Pensi che non potresti star meglio di così, sei più leggera dell'aria e il tuo unico obiettivo è posare il fondoschiena sul divano per più e più e più ore. Uno status di spensieratezza che può durare giorni, settimane o mesi.
Il mio è durato le 15 ore di sonno che mi sono concessa quella notte.
Ti senti un po' persa senza università...il tuo autismo composto da lezioni, tempi di studio, treno, bus, esami viene interrotto e ti senti spiazzata, quasi come se ti avessero tolta da un posto protetto e ti avessero sbattuta nel mondo vero. Perché in fondo è questo che affronti dopo l'università. Il MONDO!

ANSIA livello 2: Sono un peso!?!?!
Sei laureata e se come me sei ancora a casa con i genitori, hai pensato solo allo studio e non a iniziare a metterti qualche dindino da parte, sei anche disoccupata. Quindi non studi più e non stai guadagnando e inizia a insinuarti nella testa un piccolo pensiero che diventa sempre più grande, sempre più grande, cioè che debba comunque fare qualcosa per meritarti di stare in quella casa e dipendere ancora dai tuoi. Inizia allora un più o meno lungo periodo di lavori in casa: devi avere le mani occupate, devi pulire, fare e disfare letti, strofinare mensole e vetri, cucinare, lavare piatti e pavimenti, fare la spesa (sia mai che tu non abbia fatto il tuo dovere e i tuoi ti sbattano fuori casa o ti chiedano un contributo mensile per vitto e alloggio).  

ANSIA livello 3: Perché non mi chiamano??
Basta, hai deciso, è arrivato il momento di buttarsi nel mondo del lavoro!!
Tenti di capire come fare un curriculum, cosa scrivere, dove puoi ricamare un po' e dove proprio..niente..nessuno potrà mai credere che hai fatto un master in lingua finlo-norvegese per il commercio equosostenibile di pesci dal mar Baltico al mar Mediterraneo. Soddisfatta e consapevole che le informazioni scritte sono del tutto veritiere, dopo una lunga ricerca, selezioni l'ente a tuo parere migliore per una prima esperienza di lavoro. Sei emozionatissima. Il tuo primo curriculum. Il tuo primo lavoro. Carichi l'allegato nella sezione "collabora con noi" del sito. Schiacci invio. E aspetti. Aspetti. Aspetti. Aspetti. Ecco, il brutto di noi ottimisti è di credere di farcela alla prima occasione. E se poi sei come me che sei ottimista, ma in fondo poco sicura di te, il passo successivo all'insuccesso è un momento più o meno lungo  di amara disperazione in cui non sai se provare a convivere con l'umiliazione di non essere stata contattata o se preparare la tua katana e toglierti la vita con onore.

ANSIA livello 4: Il colloquio di lavoro, questo sconosciuto
Ed ecco che, dopo lo sconforto più totale, la depressione più profonda, i numerosi invii di curricula ormai a caso senza nemmeno più guardare le caratteristiche dell'ente scelto, ti contattano!Hai il tuo primo colloquio!Quale gioia!Qual gaudio!!
Ma non appena chiudi la telefonata, un flusso ininterrotto di pensieri che solamente Joice col suo Ulisse potrebbe eguagliare, si crea quasi immediatamente nella tua testa: "Cosa devo dire? Cosa mi chiederanno? Cosa devo rispondere? Come mi devo vestire? Che tipo di dentifricio mi conviene usare? E se sorrido troppo? E se sono troppo seria? E se un pezzo di rucola mi rimane incastrato in mezzo ai denti? E se sudo e mi puzzano le ascelle? E se rido a quella che penso essere una battuta ma in realtà non era una battuta e manco di rispetto il mio interlocutore creando un momento di profondo imbarazzo che mi traumatizzerà per tutta la vita impedendomi di affrontare un altro colloquio di lavoro?"

ANSIA livello 5: Ommioddiohotrovatolavoro!!!!
Colloquio andato. Ti dicono che ti richiameranno e ti faranno sapere. Ti richiamano. Sei assunta. Inizia per davvero il tuo ingresso nel Mondo. Sei felice e in preda all'ansia, cammini 6 metri da terra e sei terrorizzata, sei fiera di te stessa e vorresti nasconderti sotto le coperte e bigiare il tuo primo giorno di lavoro. 
Sei diventata grande. Non sei più una pendolare universitaria o un'universitaria pendolare che dir si voglia. Sei una lavoratrice. Per essere precisi un'educatrice e ogni giorno affronti il lavoro con l'entusiasmo di chi ha scelto di fare ciò che desidera della sua vita e il terrore di chi è alla sua prima esperienza.

E pensi che è giusto così.
Ti guardi indietro e pensi che sei proprio fiera di te.
Sorridi e ti fai pat pat sulla spalla.

Yeah.

Chiara