mercoledì 11 dicembre 2013

Il viaggio della speranza

L'Azione Cattolica non crea cristiani consapevoli e responsabili. Crea degli eroi. Eroi pronti a sfidare mille intemperie per partecipare ad una cena con altri eroi che hanno sfidato ulteriori intemperie per essere lì, in quel di Torino, focolare di rivoluzioni forconarie, covo di ribelli e pronta a esplodere da un momento all'altro.
La cena è fissata, le diocesi avvisate, i membri di equipe si preparano, i giovani si armano e sono pronti ad affrontare nebbia, blocchi, sommosse, vetri che non si spannano e tergicristalli semovibili. Tutto in nome dell'AC.

E così, in una sera di dicembre, in un paesaggio che parte dalle lontane terre lombarde, attraversa la bassa e la alta, per finire nel fiero e ardente capoluogo piemontese, ha inizio la storia di cinque eroi e una panda.

Vengono vagliate le varie opzioni per raggiungere Torino: in realtà la scelta è solo tra treno e macchina. Vince la macchina (con grande gioia del portafoglio, dannata Trenitalia che ha aumentato di nuovo i prezzi!!) e poiché i nostri eroi della vercellese diocesi hanno una media di 15km di distanza tra l'uno e l'altro (i più vicini...si parte da un minimo di 15 a un massimo di 50...), danno vita alla efficientissima linea Robbio-Torino con fermate a San Germano, Borgo d'Ale e Saluggia e al ritorno anche Vercelli. Per i meno fortunati, il viaggio inizia alle 18.00 con attraversamento di fitti muri fumanti di umida nebbia, con ripensamenti lungo il tragitto, con auto che parevano non aver mai visto nebbia e non superavano l'adrenalinica velocità dei 30 all'ora... ma ce la fa. Il nostro eroe dalle terre lombarde raggiunge stremato la contrada di San Germano, sale sul mio fido blu destriero e partiamo alla volta di Borgo d'Ale.

La nebbia è tutta intorno a noi (un po' come la vodafone ai tempi d'oro...ci manca solo la Megan Gale che si tuffa da un trampolino al suono di "www, mi piaci tu"...e fortunatamente non c'è). Giunti a destinazione, tentiamo di avvisare la nostra giovane amica del nostro arrivo, ma pare che non solo a San Germano esista un campo di forza o buco nero o altra dimensione alla Silent Hill che non permette alcuna comunicazione, ingloba il 3G e se lo mangia a colazione. L'atmosfera, oltretutto, è proprio alla Silent Hill...in lontananza pare pure di sentire una sirena (tra l'altro uguale a quella del cimitero di San Germano che indica la chiusura imminente dei cancelli...questo per farvi capire l'inquietudine di quella sirena....), l'intonaco dei muri sta volando verso l'alto e sta arrivando un simpatico mostro dalla testa a triangolo con un enorme macete. Ma questa è un'altra storia.
Ad ogni modo, il nostro eroe dalle terre lombarde opta per un alternativo e tradizionale metodo di comunicazione. Il citofono.

Il fido blu destriero è pronto a partire di nuovo alla volta di Saluggia, forse lasciandosi un po' di nebbia alle spalle. Ci parcheggiamo e una volta avvisati i nostri baldi amicigggioavani, ci infiliamo nell'eroico pandino bianco, tutti viscini-viscini e per una volta, noi ragazze siamo fiere dei nostri 160cm di altezza (altrimenti sarebbe stato un vero problema starci in tre sui sedili posteriori), mentre lasciamo agli uomini l'onore di sedere davanti.

Pronti, via!Cinque eroici giovani, tutti dotati di confortevoli case riscaldate e asciutte, confortevoli tute e babbucce (non sono sicura di aver mai visto il Villa in tuta e babbucce...ma confido che abbia abiti confortevoli adibiti al relax casereccio), confortevoli letti e piumoni, ma che hanno deciso di lasciarsi alle spalle tutto questo e affrontare nebbia, macchine lentissime, freddo, blocchi, sommosse, per giungere alla tanto agognata cena a Torino. E lo fanno pronti a difendersi da ogni possibile attacco di qualsiasi natura con un tergicristalli!E uno spazzolone passato di macchina in macchina di generazione e generazione.

Man mano che ci avviciniamo a Torino, la tensione aumenta. Dietro ci sono chiappe deformate dalle ruote sporgenti della pandamobile, persone ormai senza più speranza che cantano a bassa voce per nascondere il loro disagio...davanti la situazione non è migliore. Il nostro pilota tenta in tutti i modi di girare a sinistra, il desiderio si ripete per svariati incroci (e anche in un campo stile Jurassik Park), ma non è mai la strada giusta, mentre il co-pilota, con gesti compulsivi, spanna vetri e incita alla sommossa con il suo tergicristalli (ebbene, quando parlavo di tergicristalli semovibili, non mentivo).
Cerchiamo la via migliore per entrare in Torino, forse la troviamo, cerchiamo di avere notizie dagli altri nostri amici, ma dal fronte non arriva nulla di positivo: l'autostrada è bloccata, alcuni sono fermi e non sanno quando potranno ripartire, uno non ce l'ha fatta. E' tornato a casa. Noi continuiamo, indecisi se prendere la tangenziale o una stradina di campagna seguendo un amish e il suo carro.

Stremati, affaticati, in super ritardo e quasi delusi per non aver trovato nessuna sommossa, giungiamo in quel di Torino. Siamo gli ultimi eroi. Ci congratuliamo con i sopravvissuti e facciamo un minuto di silenzio per i caduti.
La serata trascorre serena e soprattutto al caldo e senza umidità e dopo aver recuperato le forze, esserci rifocillati con golose pizze, siamo pronti per affrontare il viaggio della speranza parte seconda. Forse più viaggio della disperazione, visto che ci appropinquavamo ad affrontare un ritorno di fuoco (e non per la rivoluzione, ma per le pizze belle pesantucce che i nostri stomaci stavano bellamente digerendo.........).

Comunque, tra allegri coretti e canzoncine, gare con Suv e Audi alle partenze dei semafori, fischi di gomme, vetri da spannare, tergicristalli e pertugi, immersi nella nebbia più totale, tutti i nostri baldi giovani eroi riuscirono a raggiungere le loro case e i loro lettucci.

Come vedete, c'è sempre un lieto fine.


giovedì 21 novembre 2013

Sei mesi dopo...

E' un sequiel........"Il mio blog parte seconda".......volevo lasciare un po' di suspance per i cari lettori. Lo so che avete continuato a guardare la home page speranzosi di un nuovo post che vi rallegrasse la giornata. Ed eccomi!Dopo mesi passati a pensare a uno strepitosomeravilgiososupercalifragilisticapitoso post, vi proporrò un tema e uno sviluppo sconvolgente, esilarante, lontano da ogni possibile immaginazione!
Siete pronti??

..............................


Era una bufala. In realtà non ho più scritto perché nessuna ispirazione mi illuminò la capocchia.
Però volevo scrivere. E voi, miei cari seguaci, leggerete e ne godrete di naturale ilarità! (E' grammaticalmente corretta questa frase..?Mah..)

Ho scoperto una cosa meravigliosa!(Ora inizia il post vero..non è più una burla..posso riacquistare la vostra credibilità) Cucinare mi aiuta tantissimo ad allentare la tensione!Anche mangiare il frutto del mio lavoro da pseudo masterchef, ma quello va poi anche smaltito, se non puoi uscire devi farti un po' di volte le scale di casa, un po' di saltelli, insomma...è una guduria più faticosa.
A tal proposito volevo raccontarvi un aneddoto successo ieri. Mi sono cimentata nella cheescake, torta al formaggio, un nome un po' inquietante, fino a qualche tempo fa non mi sarei mai osata nemmeno ad annusarla. Mi immaginavo terribili torte al gorgonzola, alla toma, magari con un po' di bagnetto sopra accompagnate con una bella mestolata di polenta burrosa e untuosa.
Una volta capito che forse avevo un'immagine un po' troppo distorta della cheestorta, ne ho assaggiata una e mi è piaciuta!Così, quando ho trovato la ricetta dietro al fido philadelphia, ho deciso di far uscire il Buddy Valastro che è in me. Quindi probabilmente morirò di infarto a 30 anni.

Fine (questo è solo per intenditori)

Dicevo...Prendo tutti i miei bei ingredientelli: biscotti secchi, burro, taaaaaaaaaaaanto philadelphia (non ho nemmeno preso quello light, se le cose vanno fatte bene, facciamole bene!), panna fresca da montare, zucchero a velo (che viene sempre inesorabilmente comprato, poiché ogni volta mi dimentico che nella credenza abbiamo n alla quarta bustine di lievito provenienti da panettoni/colombe/pandori di n alla quarta Natali/Pasque passate. Qualcuno è anche tornato alla originale forma granulosa), colla di pesce (avete mai visto la colla di pesce??E' una cosa viscidissima!E soprattutto io pensavo che fosse qualcosa per il pesce, non per i dolci. Una cosa che si chiama colla di pesce non ti ispira molto per la preparazione di un dolce.....ma va beh...almeno non c'è il pongo colorato che usa Buddy per i suoi dolci), un limone, una bustina di vanillina [anche di queste in realtà ne ho a iosa, perché vengono diligentemente comprate, poi sapientemente nascoste tra il tèinfrèèbuonoquièbuonoqui e il saccoccio per cuocere in forno il pollo (e questo quando lo abbiamo comprato???) e giustamente dimenticate...], mirtilli (non ho niente da dire sui mirtilli. Con loro mantengo una buona relazione).

Ad ogni modo. Il bello di cucinare è impastare. E assaggiare. Ma quella dell'impasto è un'attività che ti realizza un sacco, perché prendi, sbatti, mescoli, rimugini e assaggi. Soprattutto assaggi. Poi ho scoperto il mixer e impastare allora è diventata tutt'un'altra cosa! Nel triturare i biscotti ho proprio sentito il potere!Oltre che perdere un timpano perché non mi ero accorta che le lame erano alla velocità massima.

Sordità temporanea e deliri di onnipotenza a parte, veniamo al clou della storia.

Svuoto il mixer con i biscotti ormai polverizzati e faccio il fondo della formaggiocake, dopo di che ripulisco le lame e metto dentro gli ingredienti per fare la crema: il philadelphia, lo zucchero, la colla di pesce, la vanillina. Chiudo il coperchio, mi preparo psicologicamente al rumore del mixer e a un'altra overdose di potere, ma qualcosa non va. Il mixer gira, ma l'impasto rimane fermo. Non si mescola. C'è solo rumore, ma niente arrosto!
"Ecco", ho pensato, "cazzata fatta, era un impasto da lavorare a mano, era troppo pastoso per il mixer".
Mi accorgo che quello che ho pensato non ha alcun senso. E mentre cerco una motivazione al bizzarro evento, giro gli occhi sul tavolo.

Ed eccole.

Le lame del mixer.

Pulite.

Sopra il tavolo.

Non dentro il mixer.

Porca putrella.

lunedì 20 maggio 2013

13 allegri modi per perdere tempo durante lo studio

Amici!!!
Sì, lo so...è più di un mese che non scrivo..è stato un periodo (e lo è tutt'ora...infatti domani ho un esame...ma volevo sfogare un po' la tensione scrivendo due cacchiate) intenso e non ho avuto molta ispirazione...Per entrare nel mio blog ho dovuto farmi strada a colpi di macete tra le ragnatele e la polvere, da quanto era rimasto inutilizzato, ma eccomi qui! =)

Allora...metà maggio..anzi...seconda parte di maggio, stiamo entrando in piena sessione esami e fino a luglio ne avrò una bella dose. La stanza dove sto passando più tempo durante il giorno, ormai, è diventata la cucina, dove il cuscinetto della sedia ha preso la forma delle mie chiappe e sulla tovaglia di plastica molto made in Shun Fa c'è lo stampo dei miei libri...
Quindi studio, studio e ancora studio, intervallato da pisolini pomeridiani e da qualche piccola distrazione...sì perchè dobbiamo anche farlo respirare un po' questo cervello! =)

Ed ecco quindi per voi alcune situazioni della vita di tutti i giorni in cui proprio risulta impossibile continuare a studiare. Sono situazioni di emergenza. Anche il più assiduo nello studio crollerebbe e si distrarrebbe (anzi no...non è distrarsi...è concentrarsi su qualcos'altro di uguale, se non di superiore importanza):

1- (un classico) GUARDARE FUORI DALLA FINESTRA: soffermiamoci un po' a guardare il tetro e triste tempo fuori dalla finestra...che panorama ricco di emozioni!! La betulla che sta lì da vent'anni mi sembra diversa oggi...forse c'è una foglia in più! Mah...

2- SGUARDI ATTENTI: T'oh!C'è una macchia sul libro! E' palesemente inchiostro dovuto a una sbavatura durante la stampa, ma proviamo lo stesso a grattarla per 10-15 minuti per vedere se va via...

3- SGUARDI ATTENTI 2: Ma quella macchia sul soffitto c'era anche 5 minuti fa...???

4- SGUARDI ATTENTI 3 : Quella è una macchia o un ragno?

5- SGUARDI ATTENTI 4: Quella macchia si muove!!A, no, è un ragnetto! Osserviamolo tipo per mezz'ora e vediamo cosa fa...giusto per acculturarmi sulla meravigliosa vita di questi piccoli aracnidi...

6- INCONTINENZA: devo fare pipì

7- GAMBE ATROFIZZATE: basta, non ce la faccio proprio più a stare seduta. Facciamo un po' di giretti per casa...andiamo fuori a prendere una boccata d'aria, così posso vedere da vicino la betulla e verificare che abbia davvero una foglia in più oggi...

8- SOLO PER MUSICI: mi si stanno incrociando gli occhi a furia di leggere e rileggere...andiamo a suonare per tipo 30-40 minuti, così gli occhi si riposano...

9- INCONTINENZA 2: mi scappa di nuovo la pipì

10- W LA TECNOLOGIA: ma sì, dai...guardiamo se qualcuno ha commentato il mio stato su facebook...vediamo se c'è qualcuno di nuovo che mi segue su twitter...vediamo se c'è un qualche gioco carino da poter scaricare...andiamo sul sito dell'università a vedere a che numero di prenotazione sono per l'esame...aspè!C'era un video su youtube che volevo troppo vedere!!...Vediamo a che punto sono con "Una mamma per amica"...

11- IMPERFEZIONI: e questa bollicina sul braccio da dove salta fuori...???Dovrei schiacciarla..?No..poi mi rimane il segno...però lì così proprio non mi piace..penso che la schiaccerò..o me la gratterò via...sì, penso proprio che farò così...è un'operazione di chirurgia plastica di altissimo livello e ad altissimo rischio...richiederà come minimo i prossimi 15-20 minuti...

12- MEMORIA CORTA: aspè, cosa diceva la frase che ho appena letto..?Non mi ricordo più...ok la leggo più attentamente...Ok, ho capito...no aspè...non mi è chiaro...la rileggo...sìsì ora ho capito. No, magari la rileggo altre 12-13 volte per essere sicura...

13- L'ARTISTA: sì!Su questa pagina del libro c'è proprio un sacco di spazio vuoto!Ci starebbe bene un bel sole...o una bella farfalla...o un bel fiore...o tutti e tre!!Sì, disegniamo un bel paesaggio!!Così la pagina sarà più allegra e mi verrà più voglia di studiare!

Ora non voglio che voi pensiate che io passi così tutto il mio tempo...nel mezzo studio anche! =)
E anche voi, mi raccomando, studiate! So che la distrazione è lì dietro l'angolo, vigliacca, che ci chiama e dolcemente ci porta via dal libro e ci porta verso altre più gioiose occupazioni...ma resistete!
E soprattutto tenetevi lontani da fonti di cibo!Si sa che durante le sessioni esami si riscontrano picchi di ciccia e brufoli tra gli studenti!!

Detto ciò, ora torno alla vita reale e a farmi venire l'ansia per l'esame di domani...

Buona serata a tutti!

Ciauz!! =)




martedì 16 aprile 2013

Student Game

Eccoci qua, finalmente c'è stato un po' di sole e un assaggio addirittura di estate! (dico c'è stato perchè non so dove state voi, ma qui oggi è già di nuovo nuvolo...)
In ogni caso, è primavera, è un dato di fatto e primavera vuol dire più caldo, vuol dire profumo di fiori, vuol dire ci si avvicina all'estate, ma soprattutto vuol dire SCOLARESCHE!!!Sono ovunque per Torino, tu ti devi destreggiare in una gincana di adolescenti che ti si parano davanti, ti tagliano la strada, si inchiodano lì e tu quasi devi passare a gomitate. E non solo...primavera vuol dire anche un sacco di gente che salta su come funghi e in più, più gente è uguale a più gente che ti ferma per strada per i più svariati motivi.

Ma andiamo con ordine...

Tu esci da Palazzo Nuovo tutto contento. Hai finalmente finito lezione, sei spensierato, fuori c'è il sole e hai un sacco di tempo a disposizione, quindi (perché no?) decidi di andare in stazione a piedi. Allora ti incammini, consapevole del fatto che è l'una, è ora di pranzo, per cui in giro ci sarà più gente del solito.
E da quando tu cominci a scendere la scalinata di Palazzo Nuovo e vedi la fiumana di studenti (ricordiamo che vicino all'università ci sono anche un liceo e una scuola media...nonchè un asilo...e uscire di all'una è paragonabile al suicidio...se riesci a uscire dalla via...), capisci che non sarà facile arrivare in stazione...E ti sembra un po' di essere in un videogioco dove devi riuscire a battere tutti i mostri per passare di livello in livello e arrivare così al tuo traguardo: LA STAZIONE!!!

E allora andiamo!

LIVELLO 1: PALAZZO NUOVO 
Volantini, volantini e ancora volantini!!Ormai ci hai fatto un album di figurine con i volantini di Libropoli e tu, gentile come sei, non dici di no e accetti tutti i volantini che ti danno, tant'è che ti prendono come l'omino che raccoglie la carta e gente a caso comincia a darti cartaccia ringraziandoti perché gliela butti...
Pieno di carta, arrivi finalmente in fondo alla gradinata (ebbene sì, eravamo solo alla scalinata ancora) e ti prepari a sconfiggere il tuo primo nemico: IL TIPO CHE VUOLE FARTI FARE IL CORSO PER MIGLIORARE LA TUA MEMORIA!! Ti mostra che sa memorizzare 10 numeri e se li ricorda anche dopo 10 minuti...(bravo, complimenti, ma io avrei un treno da prendere) lui insiste, ti chiede quando saresti libera per partecipare alla presentazione gratuita del corso (a, perché la presentazione dipende da me e dai miei impegni..?wow...), contnua, t'oh guarda!Nemmeno lui è di Torino, eppure per partecipare a questo corso si è fatto 2 ore di pullman e ti guarda schifato perché tu ti giustifichi solo con tre quarti d'ora di treno (vuoi un applauso??Ma non lo so io...). Non ti interessa, sei soddisfatta del tuo rendimento scolastico e non vuoi partecipare al corso (anche perché i soldi per pagarlo chi li tira fuori??) e il tipo ti guarda quasi con tenerezza e ti dice che è un peccato che una ragazza così giovane si fermi a questo livello di intelligenza e non voglia andare avanti...(MA VAFF.......!!!!!). Incacchiato, lo mandi a quel paese e te ne vai.
Bene!!Superato il primo livello!!
BONUS: INCACCHIATURA VERSO IL TUO PROSSIMO

All'incrocio con via Po ti trovi in mezzo una scolaresca di bimbi delle elementari: una luuuuuuunga coda di bimbi in fila per due mano nella mano con tanto di maestre in cima e in fondo alla fila. Stai fermo un giro.

LIVELLO 2: VIA PO
Cammini abbastanza deciso, devi guadagnare il tempo perso, quand'ecco il tuo secondo ostacolo: LA SCOLARESCA!!!Questo gruppo di ragazzini quasi non capisce che non è solo, lì, sotto i portici, ma che c'è altra gente che cammina e non vorrebbe che le sue soste dipendessero da quelle del gruppo!!Tu cammini loro dietro, magari sono appena 7 o 8, quando decidono di fermarsi, o comunque camminano più piano di te e tu li vorresti sorpassare, ma il gruppo si estende perfettamente per tutta la larghezza della strada, da muro a colonna, geometricamente perfetto, non c'è un buco che tu possa sfruttare per sorpassarli. 
BONUS: SUPER NINJA: ecco!Un ragazzo è rimasto un attimino più indietro degli altri!E' la tua occasione!!Sgusci in quell'anfratto, velocissimo e sei davanti!Li hai superati!Una mossa così incredibile che ti sembra di esserci passato attraverso (un po' come i giocatori di "This is football" quando facevano le entrate per rubare la palla).

BRAK: SUICIDI PER CASO
La gente schiva la noia, le piace, ogni tanto, sentire l'adrenalina che sale. Così, anche se il semaforo è rosso e stanno arrivando una macchina o un 56 a tutta birra, c'è sempre qualcuno che deicide di buttarsi. Degli scatti notevoli, non c'è che dire, dietro c'è sicuramente una lodevole preparazione atletica, complimenti...ma magari scegliamo un altro giorno per morire, eh??

LIVELLO 3: PIAZZA CASTELLO
Sei a metà del gioco...ma questo è il livello più difficile, il più della gente è lì e tu devi riuscire a passare a tutti i costi. 
TRAPPOLA: una serie di sfortunati eventi ti rallentano!La signora che decide di inchiodare davanti a te e tu quasi le vai addosso; il gruppo di ragazzi che si ritrova esattamente all'incrocio, davanti alle strisce pedonali, cosicchè tu li devi cirumnavigare per attraversare la strada; il tipo che ti viene incontro e, non vedendoti e senza ovviamente chiederti scusa dopo, ti tira una spallata micidiale.
Superato il Mc (assiduo luogo di incontro di ragazzini/studenti/turisti/ che magneticamente attirano vu cumprà/tizi che vendono disegni/tizi che chiedono soldi per qualsiasi motivo), eccoti finalmente davanti al tuo ennesimo nemico: QUAL E' L'ULTIMO LIBRO CHE HAI LETTO? La tipa vuole assolutamente rilasciarti la tessera di qualche libreria, o rapirti e portarti a comprare libri da qualche parte. Non è sola. Sono minimo in due che tentano di fermare la gente e tu devi riuscire a passarle indenne!
BONUS: NONO IO NON LEGGO LIBRI, ASPETTO CHE ESCA IL FILM

LIVELLO 4: VIA ROMA
Con l'esperienza acquisita dagli altri livelli riesci a passare velocemente, con la scusa del treno (anche se in realtà cammini ai 2 all'ora e si capisce che non sei di fretta) Greenpeace e Amnensty International che tentano di arruolarti nelle loro nobili missioni.
Poi la vedi da lontano: è LA STATUA. Trattasi di una tipa...o un tipo....o un individuo di sesso confuso....vestito di bianco che manda baci alla gente, fa allegre scenette, ti insegue con simpatia chiedendoti una monetina. La vedi. Lei ti vede. E magicamente non c'è più nessuno nella via, scompaiono tutti, si diradano come le acque separate da Mosè e tu non capisci come, se un attimo fa eravate in millantadue per via Roma, ora ci sei solo tu. E la statua vivente. Ti dice "ciaobbbella!!" e ti manda un bacio (ma....tutta 'sta confidenza??Chi ti conosce??).

CONSIGLI: ascoltare la musica o mostrarsi interessati al proprio cellulare senza alzare mai lo sguardo possono essere buone tattiche per non essere fermati...

HAI VINTO!!!
Finalmente arrivi in stazione!!Hai vinto!!Il gioco è finito, hai superato tutti i livelli!!Congratulazioni!!
Non tutto è bene ciò che finisce bene però...sabato, due che chiedevano l'elemosina in treno mi hanno rubato il cellulare..quindi...occhi aperti!!!

Ciauz!!! =)





lunedì 8 aprile 2013

Ode al parcheggio (che non c'è) e al parcheggiatore

In tal dì funesto, in tal uggioso, bagnato, tedioso dì, in tal di inizio settimana dì, altrimenti detto lunedì, e chi più dì ha più dì metta, dopo il gaudioso squillante suon del cellulare, dopo il rituale del lavaggio e del profumaggio, dopo aver sì riempito lo stomaco col lauto pasto mattutino che prevede tè e biscottate fette, orsù ecco l'universitaria sacca preparare, i manoscritti, di mente nutrimento, in fretta e furia perchè il ticchettante marchingegno non mente!Il ritardo è prossimo!Qual ira funesta!!

In sella all'impavido blu destriero, qual rombo alla partenza!!Le scuderie lascio con immensa fretta!!Ma ecco all'orizzonte la contea di Santhià!!

Quale angoscia!Qual sventura!!Nessun posto aimhè per far riposar il baldo destriero...

Oh tu, parcheggio mancato!!Oh tu parcheggiatore dai mille problemi di prospettiva che abbandoni il tuo destriero un po' tra un destriero e l'altro cosicchè il mio non può stare nè davanti nè dietro...Oh tu, parcheggiatore a muzzo incallito!Che se avessi lasciato il tuo destrier un pochino più avanti o un pochino più indietro, una sosta per un altro saltava fuori!Aimhè no!E il parcheggio così non c'è!Andiamo fido blu destriero...nel nostro infinito vagar...

Una sosta sì!Un posto tra due carrozze, qual arduo parcheggio, qual insinuoso e tortuoso manovrar!!Ma aimhè...troppo piccolo per il mio destrier...Oh sventura!!Oh malasorte!!Abbandono il campo con disonore e rassegnazione e posto lo trovo, sì...Oh infausto parcheggio!Più prossimo alla patria che al locomotore....

Più celere che posso, verso la stazione corro, quand'ecco, proprio nei pressi più pressi dell'oneroso traguardo, un cavaliere lascia il suo posto e se ne va baldanzoso..Oh tu parcheggiatore!!Avessi preso un po' prima la strada al galoppo col tuo destriero!!

Ma eccomi alla stazione!Qual corsa!Qual sfinimento!L'orario è giusto, ma...ecco....il locomotore ha di 10 minuti ritardo...


Ok...questa era una cavolatina giusto per scrivere qualcosa...il prossimo post sarà più serio, promesso =)


sabato 30 marzo 2013

Una Messa ricca di colpi di scena

Ok, forse tenere un blog non è così semplice come pensavo...ero partita in quarta, con quelli che nella mia mente sembravano miliardi di spunti per pagine divertenti/interessanti/intriganti, ma questi spunti hanno fatto puff, oppure, senza volerlo li ho concentrati nei miei unici due post, oppure ancora li ho semplicemente dimenticati. Quindi ho deciso di raccontarvi alcuni momenti salienti della messa di stasera, sperando che mi verrà in mente qualcosa di serio da scrivere (Fred e George sono dei fighi. Questa è la scena del quinto film di Harry Potter che preferisco. Scusate. Sto guardando nel mentre Herry Potter e l'Ordine della Fenice. Cacchio. Pubblicità).

Comunque...
Una Messa ricca di colpi di scena, un don che si innervosisce sempre troppo per le grandi festività, agitazione, il bello della diretta.
Una messa che inizia a luci spente. L'atmosfera che si crea all'inizio della celebrazione del sabato santo mi è sempre piaciuta, i chirichetti che cominciano ad accendere le candele della comunità e oguno accende quella della persona a fianco. La chiesa si reimpie della flevile luce delle candele.
E io dove sono? Nel corridoietto che va verso la sacrestia. Sì, perchè io devo accendere le luci al secondo "Cristo è la luce del mondo/Rendiamo grazie a Dio" ed è una cosa che mi fa sentire potentissima!! (Comunque Draco è un gran figo)
Ossevo il quadro davanti a me. Aspetto. Devo accendere le luci 4-5-10-11. Resisto alla tentazione di tirare su levette a caso provocando probabilmente un corto circuito, oltre che un gran casino, oltre che un infarto al don, oltre che una mia immediata scomunica. (Piton è solo un incompreso!!!!) E poi arriva il momento e...accendo le luci!!Ed è bellissimo!Mi sento potente... =)

Momento saliente numero due della serata. Le letture.
Mi danno istruzioni chiare e precise sul leggere la quarta lettura. QUARTA LETTURA, Chiara, mi raccomando, la terza non è da fare, bisogna leggere la quarta. Ok, leggiamo la quarta lettura. Peccato che era quella sbagliata....
Sangue freddo. Mentre leggo la presunta lettura corretta (la quarta), arriva l'aiuto del pubblico. Il don si scusa, dice che non è la lettura giusta, mi interrompe più o meno a metà e mi fa leggere la terza. Il bello della diretta.

Ma sono quei momenti che rendono più vivace una celebrazione.
Le occhiate tra maestro,organista,cantoria,don,chirichetti...le dimenticanze, le stonature, le vecchine che urlano durante i canti, le comari che ciaciarano, il don che urla in sacrestia quando i chirichetti fanno ciadello, i cellulari che suonano nei momenti sbagliati. (Tutta la famiglia Malfoy, però, ha un po' i capelli tinti......). Nessuno è un cristiano perfetto. E noi non siamo qui per giudicare chi è un buon cristiano e chi no. Però ci siamo, siamo presenti. Viviamo la messa in modi diversi, sì, però stsera, nella veglia pasquale, eravamo lì.

Tutto questo, amici miei, per farvi i miei sinceri auguri di buona Pasqua. Che possa essere davvero una buona Pasqua. Pasqua. Resurrezione. Rinascita. Speranza. Che possiamo sempre sperare. Sperare sempre in un qualcosa di buono, sperare nella bellezza delle persone che incontriamo, che riempiono la nostra vita ogni giorno. Sperare perchè non va tutto a rotoli, sperare perchè una volta toccato il fondo, si può solo risalire. Io ci credo. Non voglio parlare di una mera illusione. Io credo nel buono delle persone e a volte, sì, è vero, ci sbatto contro e mi faccio anche male perchè la realtà non è come quella che immaginavo. Ma mi rialzo, convinta che la prossiam volta andrà meglio perchè cadere mi ha resa più forte. Per cui non fatevi rubare la speranza!! (citando il nostro Papa Francesco).
E pensate positivo!! =)

Alla fine sono riuscita a scrivere qualcosa di serio...
Buona Pasqua amici!

Chiara =)

(Oh, no!!Tra poco Sirius muore!!)

venerdì 22 marzo 2013

Il Milano C.le delle 18.00

Voglio ora rendervi partecipi di una ricerca sociologica svolta durante il primo semestre di quest'anno, quando tre giorni la settimana io e le mie fide compagne di avventure universitarie e soprattutto trnitaliesche, finivamo lezione alle 17.30 e correvamo a porta Susa a prendere il treno delle 18.00.

Ora, per voi fortunelli che non avete bisogno di viaggiare e che quindi non conoscete le delizie dell'essere pendolare (e soprattutto pendolare di Trenitalia), le 18.00 sono un po' l'ora di punta, in cui tutti escono dall'ufficio, tutti escono da scuola, tutti tornano da qualsiasi cosa abbiano fatto durante il giorno e, se ti va bene, riesci a andare a prendere il treno a porta Nuova e a sederti comodamente, invece se sei sfiguz e puoi solo prenderlo a porta Susa....beh....auguri....

La ricerca sociologia in questione si basa su uno studio accurato delle tipologie di persone che prendono il suddetto treno al suddetto orario e ha dato, a mio parere, risultati alquanto interessanti.
Dividerò questa ricerca in fasi perchè possa essere più ordinata e di immediata comprensione.

FASE 1: L'ATTESA
Il trucco per essere sicuri di riuscire a trovare posto a sedere è capitare esattamente davanti alla porta del vagone quando il treno si ferma. In realtà non è un trucco. E' pura fortuna. Ma a noi pendolari piace sperimentare riti scaramantici. Chi continua a rimanere nello stesso posto dove nei giorni precedenti era riuscito a beccare le porte (non funziona sempre...anche io e le mie compagne avevamo un posto strategico...non ha funzionato), chi si sposta in continuazione, chi fa su e giù per il binario, un occhio al tabellone, un occhio nella direzione da dove arriva il treno, un occhio all'orologio e la frase sempre in voga "è in ritardo".

FASE 2: L'ARRIVO DEL TRENO
Ok, il treno è annunciato. Le persone si mettono in polposition, si staccano dal muro, piedi attaccati al limite della linea gialla, sguardo fisso ai faretti del treno che sta finalmente arrivando. Cominciano a farsi le prime vittime: chi rimane in seconda fila, dietro a chi si è conquistato un pezzo di linea gialla, è già scartato. Fin qui tutto bene. Il bello arriva quando il treno inizia a rallentare. L'adrenalina sale, speranzosi di trovare un posto, si comincia a puntare una porta, si fa un calcolo fisico-matematico sulla velocità del treno e forza d'attrito per capire dove si fermerà esattemente e ci si comincia a muovere. Persone che come granchi si spostano di lato, spalla contro spalla, per raggiungere la porta e essere tra i primi a salire.

FASE 3: IL TRENO SI FERMA
Bene. Se sei tra i fortunati ai quali la porta si è fermata magicamente davanti, hai praticamente vinto. La tua lotta finisce qui, puoi sederti comodamente, addirittura scegliere dove sederti, scaricare l'ansia e guardare divertito chi è invece alla ricerca disperata di un posto.
Ma visto che a noi la sfiga piace, può essere che i riti scaramantici non siano serviti e che quindi tu ti trovi distante dalla porta (ma qui basta raggiungere la porta più vicina, o in ogni caso verrai trascinato dalla folla se hai un momento di esitazione e sei ancora in corsa, ce la puoi fare, puoi ancora sperare di sederti), oppure, perchè noi della sfiga ne abbiamo fatto proprio uno stile di vita da quanto la ricerchiamo, può essere che tu ti trovi ESATTAMENTE A META' STRADA TRA LE DUE PORTE DEL VAGONE.
In ogni caso non sei solo. Altre persone come te sono rimaste in quel limbo e qui il rituale è il seguente: sguardi nervosi che guardano prima da una parte e poi dall'altra per valutare quale porta abbia meno gente, rassegnazione, sgomitare un po' per tentare almeno di non salire per ultimi, salire sul treno.

FASE 4: LA DISPERATA RICERCA DI UN POSTO
Ovviamente questa fase è dedicata per chi non ha avuto la grazie di trovarsi davanti alla porta quando il treno si è fermato.
Non temete. In fondo la fortuna può ancora essere dalla vostra parte, possono comparire magicamente dei posti. Qui possiamo trovare tre categorie di persone:
1 - Quelli che si arrendono subito: sono quelli che appena salgono, non ci provano nemmeno a entrare nel vagone, rimangono nella cabina, rassegnati, tanto tra un quarto d'ora scenderanno a Chivasso o si siederanno perchè mezzo treno sarà sceso a Chivasso.
2 - Quelli che almeno ci provano: sono quelli (tra cui io) che entrano nel vagone, lo percorrono speranzosi di trovare ancora un posticino, anche solo un bracciolo, per sedersi, ma che si arrendono quando vedono la fiumana di gente arrivare dal verso opposto e bloccare il passaggio (anche loro componenti di questa categoria).
3 - Quelli che "no, cavolo, un posto lo devo trovare a tutti i costi!": sono quelli che non accettano di rimanere in piedi e nonostante ci siano persone in piedi per tutto il vagone, loro devono scavalcarli e vagare così di carrozza in carrozza finchè non troveranno un posto (non ho dati per dirvi se questa tattica funzioni o meno).

CONCLUSIONE
Una volta arrivati a Chivasso, tutti trovano comodamente posto (a meno che non abbiate nel vagone una scolaresca che scende dopo la vostra stazione. In tal caso è probabile che a Chivasso dobbiate ancora combattere per ottenere un posto. A me è successo. Bambini di quarta elementare che scendevano a Magenta. Ma fortunatamente ho trovato posto senza uccidere nessuno).
Quindi vedete, alla fine c'è comunque un lieto fine =)

Ringrazio vivamente le mie compagne avventuriere Sara e Carolina per la realizzazione di questa ricerca =)
E naturalmente un forte abbraccio solidale a chi deve sempre prendere questo treno. Ragazzi!Sono con voi!Anche se non devo più prenderlo..ci sono passata!Tenete duro!

Ciao Ragassss!!

Chiara =)


mercoledì 20 marzo 2013

Che titolo si da al primo post??

Ebbene sì, dopo mille peripezie e avventure, finalmente mi sono decisa a iniziare questo blog, che, devo dire, ha una storia interessante...
Io sono una grande affezionata di carta e penna, mi piace scrivere sui miei quaderni, mi piace l'odore della carta (ormai sniffare le pagine dei libri vecchi nelle bancarelle in via Po a Torino è diventato un grande sport), ma soprattutto in questi ultimi tempi, Trenitalia, Palazzo Nuovo e tutto ciò che ruota intorno a loro mi sta offrendo fantasticherrimi scenari che sarebbe un peccato non condividere con il resto del mondo.

Per cui eccomi qui...
Non so se ho messo tutto ciò che solitamente si mette su una pagina di casa (home page...siamo pur sempre in Italia eccheccavolo...), ma pian piano e con probabili insulti di mia sorella (sì..Little Cinderella è mia sorella) perché non sono capace a usare il computer, metterò tutto ciò che occorre...

Un grazie particolare va però a Arianna Rossini per la parte sugli aforismi. Grazie perché finalmente il libro degli aforismi sull'ottimismo che hai barattato con me ha una vera utilità!!Il blog è nato soprattutto per questo tuo contributo.

Probabilmente aggiungerò ancora qualcosa...

Che dire...mi troverete ogni tanto qui a scrivere cacchiate ma sempre con un fondo di verità.
Vi lascio con una riflessione di una mia amica che mi ha aperto un mondo: notate, che nei film e nei cartoni animati c'è quasi sempre una coppia di cattivi. Notate che nella coppia, il più furbo nonchè il boss è quello più basso e tozzo; il più stupido e sfigato sempre agli ordini è quello più alto e snello (es. Mignolo e il Prof, Bull e Axl in Tazmania, i due ladri di "Mamma ho perso l'aereo" e della "Carica dei 101"...)
Fa pensare eh?

Ciao a tutti =)
Chiara =)

PS (si mette il PS nei blog...?)
Ho scritto questo post anche per evitare di studiare.........