martedì 28 aprile 2015

Un anno, un mese, dieci giorni dopo la laurea

E' un traguardo, un traguardo che sembrava non arrivare mai, lì, lontano, nascosto dai libri usati e illeggibili e dalle dispense illegali piene di biglietti, post-it fluorescenti, versi poetici e fitte conversazioni con le compagne universitarie. Ne senti parlare all'inizio della triennale, chi ci è già passato narra racconti leggendari e mitologici a riguardo e tu sei lì, ascolti sognante ogni singola parola, assaporando quel momento che sai che arriverà anche per te..anzi ci speri.. forse.. magari..chi lo sa.

Eppure la frase di chi ci è già passato/chi come te sta sperando di farcela/chi preme perché deve pagarti le tasse universitarie/chi non anela per niente al tuo stesso obiettivo è sempre la stessa: 

"Ci sono passati tutti! Vuoi proprio non farcela tu?"

E tu rispondi per cortesia: "Ma no, hai ragione, posso farcela!" (mentre vorresti dire: "Certo, è una possibilità!Potrei non farcela!Potrei non passare mai quello stramaledetto esame, potrei aver scritto una tesi che è una schifezza, il mio relatore potrebbe essere partito per il Burundi e decidere di non farmi laureare" etc. etc.).

Ad ogni modo, tra scleri, abbronzatura da monitor del pc, una vita sociale che è più solo un ricordo, parenti che hanno il terrore di rivolgerti la parola per quanto sei tesa, ce la fai.
Ti laurei.
Evviva!

Gioia, leggerezza infinita, falò di appunti e libri, danze tribali di ringraziamento per aver concluso la triennale, riti vodoo per quei professori che ti hanno fatto rosicare un sacco, festeggiamenti, fiumi di alcool, cervello spento per i prossimi mille anni almeno.

Eppure, anche da neolaureati non riusciamo a stare sereni...sì perché l'ansia è sempre lì....dietro l'angolo.....(suono terrificante di violini).

ANSIA livello 1: E adesso che si fa?
E' fatta, sei libera!Pensi che non potresti star meglio di così, sei più leggera dell'aria e il tuo unico obiettivo è posare il fondoschiena sul divano per più e più e più ore. Uno status di spensieratezza che può durare giorni, settimane o mesi.
Il mio è durato le 15 ore di sonno che mi sono concessa quella notte.
Ti senti un po' persa senza università...il tuo autismo composto da lezioni, tempi di studio, treno, bus, esami viene interrotto e ti senti spiazzata, quasi come se ti avessero tolta da un posto protetto e ti avessero sbattuta nel mondo vero. Perché in fondo è questo che affronti dopo l'università. Il MONDO!

ANSIA livello 2: Sono un peso!?!?!
Sei laureata e se come me sei ancora a casa con i genitori, hai pensato solo allo studio e non a iniziare a metterti qualche dindino da parte, sei anche disoccupata. Quindi non studi più e non stai guadagnando e inizia a insinuarti nella testa un piccolo pensiero che diventa sempre più grande, sempre più grande, cioè che debba comunque fare qualcosa per meritarti di stare in quella casa e dipendere ancora dai tuoi. Inizia allora un più o meno lungo periodo di lavori in casa: devi avere le mani occupate, devi pulire, fare e disfare letti, strofinare mensole e vetri, cucinare, lavare piatti e pavimenti, fare la spesa (sia mai che tu non abbia fatto il tuo dovere e i tuoi ti sbattano fuori casa o ti chiedano un contributo mensile per vitto e alloggio).  

ANSIA livello 3: Perché non mi chiamano??
Basta, hai deciso, è arrivato il momento di buttarsi nel mondo del lavoro!!
Tenti di capire come fare un curriculum, cosa scrivere, dove puoi ricamare un po' e dove proprio..niente..nessuno potrà mai credere che hai fatto un master in lingua finlo-norvegese per il commercio equosostenibile di pesci dal mar Baltico al mar Mediterraneo. Soddisfatta e consapevole che le informazioni scritte sono del tutto veritiere, dopo una lunga ricerca, selezioni l'ente a tuo parere migliore per una prima esperienza di lavoro. Sei emozionatissima. Il tuo primo curriculum. Il tuo primo lavoro. Carichi l'allegato nella sezione "collabora con noi" del sito. Schiacci invio. E aspetti. Aspetti. Aspetti. Aspetti. Ecco, il brutto di noi ottimisti è di credere di farcela alla prima occasione. E se poi sei come me che sei ottimista, ma in fondo poco sicura di te, il passo successivo all'insuccesso è un momento più o meno lungo  di amara disperazione in cui non sai se provare a convivere con l'umiliazione di non essere stata contattata o se preparare la tua katana e toglierti la vita con onore.

ANSIA livello 4: Il colloquio di lavoro, questo sconosciuto
Ed ecco che, dopo lo sconforto più totale, la depressione più profonda, i numerosi invii di curricula ormai a caso senza nemmeno più guardare le caratteristiche dell'ente scelto, ti contattano!Hai il tuo primo colloquio!Quale gioia!Qual gaudio!!
Ma non appena chiudi la telefonata, un flusso ininterrotto di pensieri che solamente Joice col suo Ulisse potrebbe eguagliare, si crea quasi immediatamente nella tua testa: "Cosa devo dire? Cosa mi chiederanno? Cosa devo rispondere? Come mi devo vestire? Che tipo di dentifricio mi conviene usare? E se sorrido troppo? E se sono troppo seria? E se un pezzo di rucola mi rimane incastrato in mezzo ai denti? E se sudo e mi puzzano le ascelle? E se rido a quella che penso essere una battuta ma in realtà non era una battuta e manco di rispetto il mio interlocutore creando un momento di profondo imbarazzo che mi traumatizzerà per tutta la vita impedendomi di affrontare un altro colloquio di lavoro?"

ANSIA livello 5: Ommioddiohotrovatolavoro!!!!
Colloquio andato. Ti dicono che ti richiameranno e ti faranno sapere. Ti richiamano. Sei assunta. Inizia per davvero il tuo ingresso nel Mondo. Sei felice e in preda all'ansia, cammini 6 metri da terra e sei terrorizzata, sei fiera di te stessa e vorresti nasconderti sotto le coperte e bigiare il tuo primo giorno di lavoro. 
Sei diventata grande. Non sei più una pendolare universitaria o un'universitaria pendolare che dir si voglia. Sei una lavoratrice. Per essere precisi un'educatrice e ogni giorno affronti il lavoro con l'entusiasmo di chi ha scelto di fare ciò che desidera della sua vita e il terrore di chi è alla sua prima esperienza.

E pensi che è giusto così.
Ti guardi indietro e pensi che sei proprio fiera di te.
Sorridi e ti fai pat pat sulla spalla.

Yeah.

Chiara

sabato 31 maggio 2014

Perché Wolverine non ha una traduzione italiana

Tenterò di scrivere come se nulla fosse, come se io non fossi sparita e mi fossi sottratta dalle cure nei confronti del mio blog per mesi. Magari nessuno se ne sarebbe accorto. O magari vi mancavo tantissimo e vi vergognavate a dirlo...
Ma va beh...
Io farò finta di nulla e continuerò per la mia strada, prendendomi però l'impegno di scrivere un po' di più che una volta ogni sei mesi o giù di lì...

Parola di lupetto!! =)

Ad ogni modo...

il 22 maggio è uscito nelle sale X-Men: Giorni di un futuro passato, il trailer mi intriga un sacco, c'è azione, Hugh Jackman, avventura, gli addominali di Hugh Jackam, suspance, i muscolacci di Hugh Jackman...un insieme di aspettative che mi spingono ad andare a vedere il film! C'è però un grosso problema: non ho visto gli altri sei film! 
Nessun problema! Grazie al discreto tempo libero che una posizione da neulaureataincercadilavoro ti può permettere e alla scoperta delle gioie di vedere film in streaming, mi butto in una full immersion made in Marvel e mi guardo tutti gli X-Men!

Meraviglia!Per non essere da meno, leggo anche Wolverine:Origini e come ogni fan ci rimango male nel notare che la versione cinematografica ha stravolto il fumetto. 
Comunque, una cosa mi lascia un po' perplessa...bene o male tutti i nomi dei personaggi sono stati tradotti in italiano, meno quello di Wolverine e mi chiedo come mai, forse è un nome intraducibile, è stato inventato (supposizioni tipiche di quando uno nonciàsbatti di prendere un dizionario di inglese o di usare google translate..). Leggendo il fumetto, intuisco che è un animale, forse una specie di roditore, che, almeno a quanto scritto, non smette di scavare finché non trova le radici di cui va ghiotto.

Ecco, ghiotto è proprio la parola che ci interessa, perché Wolverine in italiano significa ghiottone.
Il ghiottone, o volverina, o gulo gulo, è un simpatico mammifero che vive nelle zone artiche e mangia un sacco. Vi lascio il link, così anche voi potrete acculturarvi sul ghiottone, o volverina, o gulo gulo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Gulo_gulo

Come potete notare anche voi, è palese il motivo per cui in Italia non sia stato tradotto il nome di Wolverine...povero Logan, con nomi del genere nemmeno i suoi muscolacci o addominali l'avrebbero salvato dalla pubblica umiliazione. 
Ma esaminiamo allora come sarebbe potuto essere Wolverine in un universo parallelo...

Logan il Ghiottone
E' l'amico della porta accanto, il vicino che tutti vorrebbero, carino, simpatico e con quella pancetta e maniglie dell'amore che lo rendono divertente e amorevole anche senza dire una parola. E le parole non servono. Fedele amico de il Cuoco, personaggio di Wolverine:Origini, cleptomane e affetto da evidenti disturbi alimentari, è suo compagno di mangiate e bevute e poi altro che combattimenti nella Gabbia! In perenne battaglia con la bilancia, tra diete e abbuffate, con i suoi artigli ormai ha battutto lo Chef Tony e gira voce che potrebbero scritturarlo per una nuova pubblicità, la Gulo gulo blade, serie perfetta...pare che Logan non abbia chiesto un compenso in denaro, ma solo di poter mangiare tutto ciò che affetta. 
Ora è in una clinica dimagrante, aiutato dallo spirito del Professor X che tenta in tutti i modi di fargli calare l'appetito, anche se ogni notte è ostacolato dal fantasma di Jean che in sogno offre a Logan succulente cibaglie, chiedendogli di raggiungerla, sussurrandogli che non è così difficile lasciarsi andare.

Logan il Gulo gulo
Personaggio dalla dubbia identità sessuale, nonché amato dai fan Marvel un po' frou frou, mantiene la sua perfetta linea con una dieta sana e con esercizio fisico ogni giorno! Per sconfiggere l'età che avanza (ok essere immortali, ma i segni del tempo ci sono per tutti. Non vogliamo mica fare la fine di Monica Bellucci ne I fratelli Grimm e l'incantevole strega), si è fatto iniettare dell'adamantio, prodotto all'avanguardia pubblicizzato da X-QVC nella rubrica "Mutante è bello". L'adamantio inoltre gli consente di avere delle unghie sempre perfette e indistruttibili che ogni settimana dipinge con smalti diversi, anche se il più gettonato è il rosso sangue, vista l'evidente difficoltà a gestire la rabbia (Logan il Gulo gulo è un po' una ragazzina isterica) e il vizio di uccidere chi ama (è anche un grande estimatore delle storie d'amore drammatiche).
Non è raro vederlo nella casa del Professor X ad addestrare gli altri mutanti, in preparazione di sedute su lettini solari e a insegnar loro come spalmare al meglio l'olio abbronzante...a vicenda...
I ragazzi dicono di sentirlo piangere la notte...e di chiamare Ciclop...no scusate...Jean.

Logan la Volverina
Famosa Drag Queen di Alberta, assunta da una famiglia facoltosa per spettacoli privati e festini a base di coca e alcool. Per arrotondare lo stipendio, concede tutti i venerdì sera uno spettacolo speciale nella Gabbia per i lavoratori della cava: si esibisce indossando un'aderente tutina gialla che a fine spettacolo riduce inevitabilmente a brandelli con le unghie troppo lunghe e affilate, mostrando lo splendido corpo scolpito e che per nulla mostra i segni del tempo. Durante lo spettacolo riduce a brandelli tronchi e pezzi di alberi lanciati dal pubblico all'interno della Gabbia (ogni tanto arrivano anche taglieri, ananas, pezzi di marmo, lattine, lanciate da uno Chef Tony ubriaco e adirato perché gli hanno soffiato il posto in televisione. Viene puntualmente allontanato, ma si sospetta che lo chef nutra in realtà un certo affetto per la Drag Queen e pare voglia ingaggiarla per "far sparire" Logan il Ghiottone e poter ritornare così sulla scena, questa volta però con una valletta).
Logan la Volverina, però, vorrebbe solo essere accettata dalla comunità di Alberta e non dover essere ricordata solo per i suoi spettacolini. Per questo ha stretto una forte amicizia con Mystica, con la quale sta fondando un'accademia per far crescere l'autostima delle ragazze e dei ragazzi che si sentono diversi e non accettati e pare che il Professor X e Magneto abbiano donato fondi per l'accademia.
Oggi l'accademia gode di un grande successo, anche se ogni tanto si vede girovagare Belen mentre blatera che le hanno rubato il programma televisivo...o qualcosa del genere...


Bene, mi sembrano quindi ovvi i motivi per cui Wolverine è rimasto Wolverine. E direi anche menomale!!

Al prossimo post! =)

Una fan Marvel in crescita

mercoledì 11 dicembre 2013

Il viaggio della speranza

L'Azione Cattolica non crea cristiani consapevoli e responsabili. Crea degli eroi. Eroi pronti a sfidare mille intemperie per partecipare ad una cena con altri eroi che hanno sfidato ulteriori intemperie per essere lì, in quel di Torino, focolare di rivoluzioni forconarie, covo di ribelli e pronta a esplodere da un momento all'altro.
La cena è fissata, le diocesi avvisate, i membri di equipe si preparano, i giovani si armano e sono pronti ad affrontare nebbia, blocchi, sommosse, vetri che non si spannano e tergicristalli semovibili. Tutto in nome dell'AC.

E così, in una sera di dicembre, in un paesaggio che parte dalle lontane terre lombarde, attraversa la bassa e la alta, per finire nel fiero e ardente capoluogo piemontese, ha inizio la storia di cinque eroi e una panda.

Vengono vagliate le varie opzioni per raggiungere Torino: in realtà la scelta è solo tra treno e macchina. Vince la macchina (con grande gioia del portafoglio, dannata Trenitalia che ha aumentato di nuovo i prezzi!!) e poiché i nostri eroi della vercellese diocesi hanno una media di 15km di distanza tra l'uno e l'altro (i più vicini...si parte da un minimo di 15 a un massimo di 50...), danno vita alla efficientissima linea Robbio-Torino con fermate a San Germano, Borgo d'Ale e Saluggia e al ritorno anche Vercelli. Per i meno fortunati, il viaggio inizia alle 18.00 con attraversamento di fitti muri fumanti di umida nebbia, con ripensamenti lungo il tragitto, con auto che parevano non aver mai visto nebbia e non superavano l'adrenalinica velocità dei 30 all'ora... ma ce la fa. Il nostro eroe dalle terre lombarde raggiunge stremato la contrada di San Germano, sale sul mio fido blu destriero e partiamo alla volta di Borgo d'Ale.

La nebbia è tutta intorno a noi (un po' come la vodafone ai tempi d'oro...ci manca solo la Megan Gale che si tuffa da un trampolino al suono di "www, mi piaci tu"...e fortunatamente non c'è). Giunti a destinazione, tentiamo di avvisare la nostra giovane amica del nostro arrivo, ma pare che non solo a San Germano esista un campo di forza o buco nero o altra dimensione alla Silent Hill che non permette alcuna comunicazione, ingloba il 3G e se lo mangia a colazione. L'atmosfera, oltretutto, è proprio alla Silent Hill...in lontananza pare pure di sentire una sirena (tra l'altro uguale a quella del cimitero di San Germano che indica la chiusura imminente dei cancelli...questo per farvi capire l'inquietudine di quella sirena....), l'intonaco dei muri sta volando verso l'alto e sta arrivando un simpatico mostro dalla testa a triangolo con un enorme macete. Ma questa è un'altra storia.
Ad ogni modo, il nostro eroe dalle terre lombarde opta per un alternativo e tradizionale metodo di comunicazione. Il citofono.

Il fido blu destriero è pronto a partire di nuovo alla volta di Saluggia, forse lasciandosi un po' di nebbia alle spalle. Ci parcheggiamo e una volta avvisati i nostri baldi amicigggioavani, ci infiliamo nell'eroico pandino bianco, tutti viscini-viscini e per una volta, noi ragazze siamo fiere dei nostri 160cm di altezza (altrimenti sarebbe stato un vero problema starci in tre sui sedili posteriori), mentre lasciamo agli uomini l'onore di sedere davanti.

Pronti, via!Cinque eroici giovani, tutti dotati di confortevoli case riscaldate e asciutte, confortevoli tute e babbucce (non sono sicura di aver mai visto il Villa in tuta e babbucce...ma confido che abbia abiti confortevoli adibiti al relax casereccio), confortevoli letti e piumoni, ma che hanno deciso di lasciarsi alle spalle tutto questo e affrontare nebbia, macchine lentissime, freddo, blocchi, sommosse, per giungere alla tanto agognata cena a Torino. E lo fanno pronti a difendersi da ogni possibile attacco di qualsiasi natura con un tergicristalli!E uno spazzolone passato di macchina in macchina di generazione e generazione.

Man mano che ci avviciniamo a Torino, la tensione aumenta. Dietro ci sono chiappe deformate dalle ruote sporgenti della pandamobile, persone ormai senza più speranza che cantano a bassa voce per nascondere il loro disagio...davanti la situazione non è migliore. Il nostro pilota tenta in tutti i modi di girare a sinistra, il desiderio si ripete per svariati incroci (e anche in un campo stile Jurassik Park), ma non è mai la strada giusta, mentre il co-pilota, con gesti compulsivi, spanna vetri e incita alla sommossa con il suo tergicristalli (ebbene, quando parlavo di tergicristalli semovibili, non mentivo).
Cerchiamo la via migliore per entrare in Torino, forse la troviamo, cerchiamo di avere notizie dagli altri nostri amici, ma dal fronte non arriva nulla di positivo: l'autostrada è bloccata, alcuni sono fermi e non sanno quando potranno ripartire, uno non ce l'ha fatta. E' tornato a casa. Noi continuiamo, indecisi se prendere la tangenziale o una stradina di campagna seguendo un amish e il suo carro.

Stremati, affaticati, in super ritardo e quasi delusi per non aver trovato nessuna sommossa, giungiamo in quel di Torino. Siamo gli ultimi eroi. Ci congratuliamo con i sopravvissuti e facciamo un minuto di silenzio per i caduti.
La serata trascorre serena e soprattutto al caldo e senza umidità e dopo aver recuperato le forze, esserci rifocillati con golose pizze, siamo pronti per affrontare il viaggio della speranza parte seconda. Forse più viaggio della disperazione, visto che ci appropinquavamo ad affrontare un ritorno di fuoco (e non per la rivoluzione, ma per le pizze belle pesantucce che i nostri stomaci stavano bellamente digerendo.........).

Comunque, tra allegri coretti e canzoncine, gare con Suv e Audi alle partenze dei semafori, fischi di gomme, vetri da spannare, tergicristalli e pertugi, immersi nella nebbia più totale, tutti i nostri baldi giovani eroi riuscirono a raggiungere le loro case e i loro lettucci.

Come vedete, c'è sempre un lieto fine.


giovedì 21 novembre 2013

Sei mesi dopo...

E' un sequiel........"Il mio blog parte seconda".......volevo lasciare un po' di suspance per i cari lettori. Lo so che avete continuato a guardare la home page speranzosi di un nuovo post che vi rallegrasse la giornata. Ed eccomi!Dopo mesi passati a pensare a uno strepitosomeravilgiososupercalifragilisticapitoso post, vi proporrò un tema e uno sviluppo sconvolgente, esilarante, lontano da ogni possibile immaginazione!
Siete pronti??

..............................


Era una bufala. In realtà non ho più scritto perché nessuna ispirazione mi illuminò la capocchia.
Però volevo scrivere. E voi, miei cari seguaci, leggerete e ne godrete di naturale ilarità! (E' grammaticalmente corretta questa frase..?Mah..)

Ho scoperto una cosa meravigliosa!(Ora inizia il post vero..non è più una burla..posso riacquistare la vostra credibilità) Cucinare mi aiuta tantissimo ad allentare la tensione!Anche mangiare il frutto del mio lavoro da pseudo masterchef, ma quello va poi anche smaltito, se non puoi uscire devi farti un po' di volte le scale di casa, un po' di saltelli, insomma...è una guduria più faticosa.
A tal proposito volevo raccontarvi un aneddoto successo ieri. Mi sono cimentata nella cheescake, torta al formaggio, un nome un po' inquietante, fino a qualche tempo fa non mi sarei mai osata nemmeno ad annusarla. Mi immaginavo terribili torte al gorgonzola, alla toma, magari con un po' di bagnetto sopra accompagnate con una bella mestolata di polenta burrosa e untuosa.
Una volta capito che forse avevo un'immagine un po' troppo distorta della cheestorta, ne ho assaggiata una e mi è piaciuta!Così, quando ho trovato la ricetta dietro al fido philadelphia, ho deciso di far uscire il Buddy Valastro che è in me. Quindi probabilmente morirò di infarto a 30 anni.

Fine (questo è solo per intenditori)

Dicevo...Prendo tutti i miei bei ingredientelli: biscotti secchi, burro, taaaaaaaaaaaanto philadelphia (non ho nemmeno preso quello light, se le cose vanno fatte bene, facciamole bene!), panna fresca da montare, zucchero a velo (che viene sempre inesorabilmente comprato, poiché ogni volta mi dimentico che nella credenza abbiamo n alla quarta bustine di lievito provenienti da panettoni/colombe/pandori di n alla quarta Natali/Pasque passate. Qualcuno è anche tornato alla originale forma granulosa), colla di pesce (avete mai visto la colla di pesce??E' una cosa viscidissima!E soprattutto io pensavo che fosse qualcosa per il pesce, non per i dolci. Una cosa che si chiama colla di pesce non ti ispira molto per la preparazione di un dolce.....ma va beh...almeno non c'è il pongo colorato che usa Buddy per i suoi dolci), un limone, una bustina di vanillina [anche di queste in realtà ne ho a iosa, perché vengono diligentemente comprate, poi sapientemente nascoste tra il tèinfrèèbuonoquièbuonoqui e il saccoccio per cuocere in forno il pollo (e questo quando lo abbiamo comprato???) e giustamente dimenticate...], mirtilli (non ho niente da dire sui mirtilli. Con loro mantengo una buona relazione).

Ad ogni modo. Il bello di cucinare è impastare. E assaggiare. Ma quella dell'impasto è un'attività che ti realizza un sacco, perché prendi, sbatti, mescoli, rimugini e assaggi. Soprattutto assaggi. Poi ho scoperto il mixer e impastare allora è diventata tutt'un'altra cosa! Nel triturare i biscotti ho proprio sentito il potere!Oltre che perdere un timpano perché non mi ero accorta che le lame erano alla velocità massima.

Sordità temporanea e deliri di onnipotenza a parte, veniamo al clou della storia.

Svuoto il mixer con i biscotti ormai polverizzati e faccio il fondo della formaggiocake, dopo di che ripulisco le lame e metto dentro gli ingredienti per fare la crema: il philadelphia, lo zucchero, la colla di pesce, la vanillina. Chiudo il coperchio, mi preparo psicologicamente al rumore del mixer e a un'altra overdose di potere, ma qualcosa non va. Il mixer gira, ma l'impasto rimane fermo. Non si mescola. C'è solo rumore, ma niente arrosto!
"Ecco", ho pensato, "cazzata fatta, era un impasto da lavorare a mano, era troppo pastoso per il mixer".
Mi accorgo che quello che ho pensato non ha alcun senso. E mentre cerco una motivazione al bizzarro evento, giro gli occhi sul tavolo.

Ed eccole.

Le lame del mixer.

Pulite.

Sopra il tavolo.

Non dentro il mixer.

Porca putrella.

lunedì 20 maggio 2013

13 allegri modi per perdere tempo durante lo studio

Amici!!!
Sì, lo so...è più di un mese che non scrivo..è stato un periodo (e lo è tutt'ora...infatti domani ho un esame...ma volevo sfogare un po' la tensione scrivendo due cacchiate) intenso e non ho avuto molta ispirazione...Per entrare nel mio blog ho dovuto farmi strada a colpi di macete tra le ragnatele e la polvere, da quanto era rimasto inutilizzato, ma eccomi qui! =)

Allora...metà maggio..anzi...seconda parte di maggio, stiamo entrando in piena sessione esami e fino a luglio ne avrò una bella dose. La stanza dove sto passando più tempo durante il giorno, ormai, è diventata la cucina, dove il cuscinetto della sedia ha preso la forma delle mie chiappe e sulla tovaglia di plastica molto made in Shun Fa c'è lo stampo dei miei libri...
Quindi studio, studio e ancora studio, intervallato da pisolini pomeridiani e da qualche piccola distrazione...sì perchè dobbiamo anche farlo respirare un po' questo cervello! =)

Ed ecco quindi per voi alcune situazioni della vita di tutti i giorni in cui proprio risulta impossibile continuare a studiare. Sono situazioni di emergenza. Anche il più assiduo nello studio crollerebbe e si distrarrebbe (anzi no...non è distrarsi...è concentrarsi su qualcos'altro di uguale, se non di superiore importanza):

1- (un classico) GUARDARE FUORI DALLA FINESTRA: soffermiamoci un po' a guardare il tetro e triste tempo fuori dalla finestra...che panorama ricco di emozioni!! La betulla che sta lì da vent'anni mi sembra diversa oggi...forse c'è una foglia in più! Mah...

2- SGUARDI ATTENTI: T'oh!C'è una macchia sul libro! E' palesemente inchiostro dovuto a una sbavatura durante la stampa, ma proviamo lo stesso a grattarla per 10-15 minuti per vedere se va via...

3- SGUARDI ATTENTI 2: Ma quella macchia sul soffitto c'era anche 5 minuti fa...???

4- SGUARDI ATTENTI 3 : Quella è una macchia o un ragno?

5- SGUARDI ATTENTI 4: Quella macchia si muove!!A, no, è un ragnetto! Osserviamolo tipo per mezz'ora e vediamo cosa fa...giusto per acculturarmi sulla meravigliosa vita di questi piccoli aracnidi...

6- INCONTINENZA: devo fare pipì

7- GAMBE ATROFIZZATE: basta, non ce la faccio proprio più a stare seduta. Facciamo un po' di giretti per casa...andiamo fuori a prendere una boccata d'aria, così posso vedere da vicino la betulla e verificare che abbia davvero una foglia in più oggi...

8- SOLO PER MUSICI: mi si stanno incrociando gli occhi a furia di leggere e rileggere...andiamo a suonare per tipo 30-40 minuti, così gli occhi si riposano...

9- INCONTINENZA 2: mi scappa di nuovo la pipì

10- W LA TECNOLOGIA: ma sì, dai...guardiamo se qualcuno ha commentato il mio stato su facebook...vediamo se c'è qualcuno di nuovo che mi segue su twitter...vediamo se c'è un qualche gioco carino da poter scaricare...andiamo sul sito dell'università a vedere a che numero di prenotazione sono per l'esame...aspè!C'era un video su youtube che volevo troppo vedere!!...Vediamo a che punto sono con "Una mamma per amica"...

11- IMPERFEZIONI: e questa bollicina sul braccio da dove salta fuori...???Dovrei schiacciarla..?No..poi mi rimane il segno...però lì così proprio non mi piace..penso che la schiaccerò..o me la gratterò via...sì, penso proprio che farò così...è un'operazione di chirurgia plastica di altissimo livello e ad altissimo rischio...richiederà come minimo i prossimi 15-20 minuti...

12- MEMORIA CORTA: aspè, cosa diceva la frase che ho appena letto..?Non mi ricordo più...ok la leggo più attentamente...Ok, ho capito...no aspè...non mi è chiaro...la rileggo...sìsì ora ho capito. No, magari la rileggo altre 12-13 volte per essere sicura...

13- L'ARTISTA: sì!Su questa pagina del libro c'è proprio un sacco di spazio vuoto!Ci starebbe bene un bel sole...o una bella farfalla...o un bel fiore...o tutti e tre!!Sì, disegniamo un bel paesaggio!!Così la pagina sarà più allegra e mi verrà più voglia di studiare!

Ora non voglio che voi pensiate che io passi così tutto il mio tempo...nel mezzo studio anche! =)
E anche voi, mi raccomando, studiate! So che la distrazione è lì dietro l'angolo, vigliacca, che ci chiama e dolcemente ci porta via dal libro e ci porta verso altre più gioiose occupazioni...ma resistete!
E soprattutto tenetevi lontani da fonti di cibo!Si sa che durante le sessioni esami si riscontrano picchi di ciccia e brufoli tra gli studenti!!

Detto ciò, ora torno alla vita reale e a farmi venire l'ansia per l'esame di domani...

Buona serata a tutti!

Ciauz!! =)




martedì 16 aprile 2013

Student Game

Eccoci qua, finalmente c'è stato un po' di sole e un assaggio addirittura di estate! (dico c'è stato perchè non so dove state voi, ma qui oggi è già di nuovo nuvolo...)
In ogni caso, è primavera, è un dato di fatto e primavera vuol dire più caldo, vuol dire profumo di fiori, vuol dire ci si avvicina all'estate, ma soprattutto vuol dire SCOLARESCHE!!!Sono ovunque per Torino, tu ti devi destreggiare in una gincana di adolescenti che ti si parano davanti, ti tagliano la strada, si inchiodano lì e tu quasi devi passare a gomitate. E non solo...primavera vuol dire anche un sacco di gente che salta su come funghi e in più, più gente è uguale a più gente che ti ferma per strada per i più svariati motivi.

Ma andiamo con ordine...

Tu esci da Palazzo Nuovo tutto contento. Hai finalmente finito lezione, sei spensierato, fuori c'è il sole e hai un sacco di tempo a disposizione, quindi (perché no?) decidi di andare in stazione a piedi. Allora ti incammini, consapevole del fatto che è l'una, è ora di pranzo, per cui in giro ci sarà più gente del solito.
E da quando tu cominci a scendere la scalinata di Palazzo Nuovo e vedi la fiumana di studenti (ricordiamo che vicino all'università ci sono anche un liceo e una scuola media...nonchè un asilo...e uscire di all'una è paragonabile al suicidio...se riesci a uscire dalla via...), capisci che non sarà facile arrivare in stazione...E ti sembra un po' di essere in un videogioco dove devi riuscire a battere tutti i mostri per passare di livello in livello e arrivare così al tuo traguardo: LA STAZIONE!!!

E allora andiamo!

LIVELLO 1: PALAZZO NUOVO 
Volantini, volantini e ancora volantini!!Ormai ci hai fatto un album di figurine con i volantini di Libropoli e tu, gentile come sei, non dici di no e accetti tutti i volantini che ti danno, tant'è che ti prendono come l'omino che raccoglie la carta e gente a caso comincia a darti cartaccia ringraziandoti perché gliela butti...
Pieno di carta, arrivi finalmente in fondo alla gradinata (ebbene sì, eravamo solo alla scalinata ancora) e ti prepari a sconfiggere il tuo primo nemico: IL TIPO CHE VUOLE FARTI FARE IL CORSO PER MIGLIORARE LA TUA MEMORIA!! Ti mostra che sa memorizzare 10 numeri e se li ricorda anche dopo 10 minuti...(bravo, complimenti, ma io avrei un treno da prendere) lui insiste, ti chiede quando saresti libera per partecipare alla presentazione gratuita del corso (a, perché la presentazione dipende da me e dai miei impegni..?wow...), contnua, t'oh guarda!Nemmeno lui è di Torino, eppure per partecipare a questo corso si è fatto 2 ore di pullman e ti guarda schifato perché tu ti giustifichi solo con tre quarti d'ora di treno (vuoi un applauso??Ma non lo so io...). Non ti interessa, sei soddisfatta del tuo rendimento scolastico e non vuoi partecipare al corso (anche perché i soldi per pagarlo chi li tira fuori??) e il tipo ti guarda quasi con tenerezza e ti dice che è un peccato che una ragazza così giovane si fermi a questo livello di intelligenza e non voglia andare avanti...(MA VAFF.......!!!!!). Incacchiato, lo mandi a quel paese e te ne vai.
Bene!!Superato il primo livello!!
BONUS: INCACCHIATURA VERSO IL TUO PROSSIMO

All'incrocio con via Po ti trovi in mezzo una scolaresca di bimbi delle elementari: una luuuuuuunga coda di bimbi in fila per due mano nella mano con tanto di maestre in cima e in fondo alla fila. Stai fermo un giro.

LIVELLO 2: VIA PO
Cammini abbastanza deciso, devi guadagnare il tempo perso, quand'ecco il tuo secondo ostacolo: LA SCOLARESCA!!!Questo gruppo di ragazzini quasi non capisce che non è solo, lì, sotto i portici, ma che c'è altra gente che cammina e non vorrebbe che le sue soste dipendessero da quelle del gruppo!!Tu cammini loro dietro, magari sono appena 7 o 8, quando decidono di fermarsi, o comunque camminano più piano di te e tu li vorresti sorpassare, ma il gruppo si estende perfettamente per tutta la larghezza della strada, da muro a colonna, geometricamente perfetto, non c'è un buco che tu possa sfruttare per sorpassarli. 
BONUS: SUPER NINJA: ecco!Un ragazzo è rimasto un attimino più indietro degli altri!E' la tua occasione!!Sgusci in quell'anfratto, velocissimo e sei davanti!Li hai superati!Una mossa così incredibile che ti sembra di esserci passato attraverso (un po' come i giocatori di "This is football" quando facevano le entrate per rubare la palla).

BRAK: SUICIDI PER CASO
La gente schiva la noia, le piace, ogni tanto, sentire l'adrenalina che sale. Così, anche se il semaforo è rosso e stanno arrivando una macchina o un 56 a tutta birra, c'è sempre qualcuno che deicide di buttarsi. Degli scatti notevoli, non c'è che dire, dietro c'è sicuramente una lodevole preparazione atletica, complimenti...ma magari scegliamo un altro giorno per morire, eh??

LIVELLO 3: PIAZZA CASTELLO
Sei a metà del gioco...ma questo è il livello più difficile, il più della gente è lì e tu devi riuscire a passare a tutti i costi. 
TRAPPOLA: una serie di sfortunati eventi ti rallentano!La signora che decide di inchiodare davanti a te e tu quasi le vai addosso; il gruppo di ragazzi che si ritrova esattamente all'incrocio, davanti alle strisce pedonali, cosicchè tu li devi cirumnavigare per attraversare la strada; il tipo che ti viene incontro e, non vedendoti e senza ovviamente chiederti scusa dopo, ti tira una spallata micidiale.
Superato il Mc (assiduo luogo di incontro di ragazzini/studenti/turisti/ che magneticamente attirano vu cumprà/tizi che vendono disegni/tizi che chiedono soldi per qualsiasi motivo), eccoti finalmente davanti al tuo ennesimo nemico: QUAL E' L'ULTIMO LIBRO CHE HAI LETTO? La tipa vuole assolutamente rilasciarti la tessera di qualche libreria, o rapirti e portarti a comprare libri da qualche parte. Non è sola. Sono minimo in due che tentano di fermare la gente e tu devi riuscire a passarle indenne!
BONUS: NONO IO NON LEGGO LIBRI, ASPETTO CHE ESCA IL FILM

LIVELLO 4: VIA ROMA
Con l'esperienza acquisita dagli altri livelli riesci a passare velocemente, con la scusa del treno (anche se in realtà cammini ai 2 all'ora e si capisce che non sei di fretta) Greenpeace e Amnensty International che tentano di arruolarti nelle loro nobili missioni.
Poi la vedi da lontano: è LA STATUA. Trattasi di una tipa...o un tipo....o un individuo di sesso confuso....vestito di bianco che manda baci alla gente, fa allegre scenette, ti insegue con simpatia chiedendoti una monetina. La vedi. Lei ti vede. E magicamente non c'è più nessuno nella via, scompaiono tutti, si diradano come le acque separate da Mosè e tu non capisci come, se un attimo fa eravate in millantadue per via Roma, ora ci sei solo tu. E la statua vivente. Ti dice "ciaobbbella!!" e ti manda un bacio (ma....tutta 'sta confidenza??Chi ti conosce??).

CONSIGLI: ascoltare la musica o mostrarsi interessati al proprio cellulare senza alzare mai lo sguardo possono essere buone tattiche per non essere fermati...

HAI VINTO!!!
Finalmente arrivi in stazione!!Hai vinto!!Il gioco è finito, hai superato tutti i livelli!!Congratulazioni!!
Non tutto è bene ciò che finisce bene però...sabato, due che chiedevano l'elemosina in treno mi hanno rubato il cellulare..quindi...occhi aperti!!!

Ciauz!!! =)





lunedì 8 aprile 2013

Ode al parcheggio (che non c'è) e al parcheggiatore

In tal dì funesto, in tal uggioso, bagnato, tedioso dì, in tal di inizio settimana dì, altrimenti detto lunedì, e chi più dì ha più dì metta, dopo il gaudioso squillante suon del cellulare, dopo il rituale del lavaggio e del profumaggio, dopo aver sì riempito lo stomaco col lauto pasto mattutino che prevede tè e biscottate fette, orsù ecco l'universitaria sacca preparare, i manoscritti, di mente nutrimento, in fretta e furia perchè il ticchettante marchingegno non mente!Il ritardo è prossimo!Qual ira funesta!!

In sella all'impavido blu destriero, qual rombo alla partenza!!Le scuderie lascio con immensa fretta!!Ma ecco all'orizzonte la contea di Santhià!!

Quale angoscia!Qual sventura!!Nessun posto aimhè per far riposar il baldo destriero...

Oh tu, parcheggio mancato!!Oh tu parcheggiatore dai mille problemi di prospettiva che abbandoni il tuo destriero un po' tra un destriero e l'altro cosicchè il mio non può stare nè davanti nè dietro...Oh tu, parcheggiatore a muzzo incallito!Che se avessi lasciato il tuo destrier un pochino più avanti o un pochino più indietro, una sosta per un altro saltava fuori!Aimhè no!E il parcheggio così non c'è!Andiamo fido blu destriero...nel nostro infinito vagar...

Una sosta sì!Un posto tra due carrozze, qual arduo parcheggio, qual insinuoso e tortuoso manovrar!!Ma aimhè...troppo piccolo per il mio destrier...Oh sventura!!Oh malasorte!!Abbandono il campo con disonore e rassegnazione e posto lo trovo, sì...Oh infausto parcheggio!Più prossimo alla patria che al locomotore....

Più celere che posso, verso la stazione corro, quand'ecco, proprio nei pressi più pressi dell'oneroso traguardo, un cavaliere lascia il suo posto e se ne va baldanzoso..Oh tu parcheggiatore!!Avessi preso un po' prima la strada al galoppo col tuo destriero!!

Ma eccomi alla stazione!Qual corsa!Qual sfinimento!L'orario è giusto, ma...ecco....il locomotore ha di 10 minuti ritardo...


Ok...questa era una cavolatina giusto per scrivere qualcosa...il prossimo post sarà più serio, promesso =)