E' un sequiel........"Il mio blog parte seconda".......volevo lasciare un po' di suspance per i cari lettori. Lo so che avete continuato a guardare la home page speranzosi di un nuovo post che vi rallegrasse la giornata. Ed eccomi!Dopo mesi passati a pensare a uno strepitosomeravilgiososupercalifragilisticapitoso post, vi proporrò un tema e uno sviluppo sconvolgente, esilarante, lontano da ogni possibile immaginazione!
Siete pronti??
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Era una bufala. In realtà non ho più scritto perché nessuna ispirazione mi illuminò la capocchia.
Però volevo scrivere. E voi, miei cari seguaci, leggerete e ne godrete di naturale ilarità! (E' grammaticalmente corretta questa frase..?Mah..)
Ho scoperto una cosa meravigliosa!(Ora inizia il post vero..non è più una burla..posso riacquistare la vostra credibilità) Cucinare mi aiuta tantissimo ad allentare la tensione!Anche mangiare il frutto del mio lavoro da pseudo masterchef, ma quello va poi anche smaltito, se non puoi uscire devi farti un po' di volte le scale di casa, un po' di saltelli, insomma...è una guduria più faticosa.
A tal proposito volevo raccontarvi un aneddoto successo ieri. Mi sono cimentata nella cheescake, torta al formaggio, un nome un po' inquietante, fino a qualche tempo fa non mi sarei mai osata nemmeno ad annusarla. Mi immaginavo terribili torte al gorgonzola, alla toma, magari con un po' di bagnetto sopra accompagnate con una bella mestolata di polenta burrosa e untuosa.
Una volta capito che forse avevo un'immagine un po' troppo distorta della cheestorta, ne ho assaggiata una e mi è piaciuta!Così, quando ho trovato la ricetta dietro al fido philadelphia, ho deciso di far uscire il Buddy Valastro che è in me. Quindi probabilmente morirò di infarto a 30 anni.
Fine (questo è solo per intenditori)
Dicevo...Prendo tutti i miei bei ingredientelli: biscotti secchi, burro, taaaaaaaaaaaanto philadelphia (non ho nemmeno preso quello light, se le cose vanno fatte bene, facciamole bene!), panna fresca da montare, zucchero a velo (che viene sempre inesorabilmente comprato, poiché ogni volta mi dimentico che nella credenza abbiamo n alla quarta bustine di lievito provenienti da panettoni/colombe/pandori di n alla quarta Natali/Pasque passate. Qualcuno è anche tornato alla originale forma granulosa), colla di pesce (avete mai visto la colla di pesce??E' una cosa viscidissima!E soprattutto io pensavo che fosse qualcosa per il pesce, non per i dolci. Una cosa che si chiama colla di pesce non ti ispira molto per la preparazione di un dolce.....ma va beh...almeno non c'è il pongo colorato che usa Buddy per i suoi dolci), un limone, una bustina di vanillina [anche di queste in realtà ne ho a iosa, perché vengono diligentemente comprate, poi sapientemente nascoste tra il tèinfrèèbuonoquièbuonoqui e il saccoccio per cuocere in forno il pollo (e questo quando lo abbiamo comprato???) e giustamente dimenticate...], mirtilli (non ho niente da dire sui mirtilli. Con loro mantengo una buona relazione).
Ad ogni modo. Il bello di cucinare è impastare. E assaggiare. Ma quella dell'impasto è un'attività che ti realizza un sacco, perché prendi, sbatti, mescoli, rimugini e assaggi. Soprattutto assaggi. Poi ho scoperto il mixer e impastare allora è diventata tutt'un'altra cosa! Nel triturare i biscotti ho proprio sentito il potere!Oltre che perdere un timpano perché non mi ero accorta che le lame erano alla velocità massima.
Sordità temporanea e deliri di onnipotenza a parte, veniamo al clou della storia.
Svuoto il mixer con i biscotti ormai polverizzati e faccio il fondo della formaggiocake, dopo di che ripulisco le lame e metto dentro gli ingredienti per fare la crema: il philadelphia, lo zucchero, la colla di pesce, la vanillina. Chiudo il coperchio, mi preparo psicologicamente al rumore del mixer e a un'altra overdose di potere, ma qualcosa non va. Il mixer gira, ma l'impasto rimane fermo. Non si mescola. C'è solo rumore, ma niente arrosto!
"Ecco", ho pensato, "cazzata fatta, era un impasto da lavorare a mano, era troppo pastoso per il mixer".
Mi accorgo che quello che ho pensato non ha alcun senso. E mentre cerco una motivazione al bizzarro evento, giro gli occhi sul tavolo.
Ed eccole.
Le lame del mixer.
Pulite.
Sopra il tavolo.
Non dentro il mixer.
Porca putrella.
Fine.
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