venerdì 22 marzo 2013

Il Milano C.le delle 18.00

Voglio ora rendervi partecipi di una ricerca sociologica svolta durante il primo semestre di quest'anno, quando tre giorni la settimana io e le mie fide compagne di avventure universitarie e soprattutto trnitaliesche, finivamo lezione alle 17.30 e correvamo a porta Susa a prendere il treno delle 18.00.

Ora, per voi fortunelli che non avete bisogno di viaggiare e che quindi non conoscete le delizie dell'essere pendolare (e soprattutto pendolare di Trenitalia), le 18.00 sono un po' l'ora di punta, in cui tutti escono dall'ufficio, tutti escono da scuola, tutti tornano da qualsiasi cosa abbiano fatto durante il giorno e, se ti va bene, riesci a andare a prendere il treno a porta Nuova e a sederti comodamente, invece se sei sfiguz e puoi solo prenderlo a porta Susa....beh....auguri....

La ricerca sociologia in questione si basa su uno studio accurato delle tipologie di persone che prendono il suddetto treno al suddetto orario e ha dato, a mio parere, risultati alquanto interessanti.
Dividerò questa ricerca in fasi perchè possa essere più ordinata e di immediata comprensione.

FASE 1: L'ATTESA
Il trucco per essere sicuri di riuscire a trovare posto a sedere è capitare esattamente davanti alla porta del vagone quando il treno si ferma. In realtà non è un trucco. E' pura fortuna. Ma a noi pendolari piace sperimentare riti scaramantici. Chi continua a rimanere nello stesso posto dove nei giorni precedenti era riuscito a beccare le porte (non funziona sempre...anche io e le mie compagne avevamo un posto strategico...non ha funzionato), chi si sposta in continuazione, chi fa su e giù per il binario, un occhio al tabellone, un occhio nella direzione da dove arriva il treno, un occhio all'orologio e la frase sempre in voga "è in ritardo".

FASE 2: L'ARRIVO DEL TRENO
Ok, il treno è annunciato. Le persone si mettono in polposition, si staccano dal muro, piedi attaccati al limite della linea gialla, sguardo fisso ai faretti del treno che sta finalmente arrivando. Cominciano a farsi le prime vittime: chi rimane in seconda fila, dietro a chi si è conquistato un pezzo di linea gialla, è già scartato. Fin qui tutto bene. Il bello arriva quando il treno inizia a rallentare. L'adrenalina sale, speranzosi di trovare un posto, si comincia a puntare una porta, si fa un calcolo fisico-matematico sulla velocità del treno e forza d'attrito per capire dove si fermerà esattemente e ci si comincia a muovere. Persone che come granchi si spostano di lato, spalla contro spalla, per raggiungere la porta e essere tra i primi a salire.

FASE 3: IL TRENO SI FERMA
Bene. Se sei tra i fortunati ai quali la porta si è fermata magicamente davanti, hai praticamente vinto. La tua lotta finisce qui, puoi sederti comodamente, addirittura scegliere dove sederti, scaricare l'ansia e guardare divertito chi è invece alla ricerca disperata di un posto.
Ma visto che a noi la sfiga piace, può essere che i riti scaramantici non siano serviti e che quindi tu ti trovi distante dalla porta (ma qui basta raggiungere la porta più vicina, o in ogni caso verrai trascinato dalla folla se hai un momento di esitazione e sei ancora in corsa, ce la puoi fare, puoi ancora sperare di sederti), oppure, perchè noi della sfiga ne abbiamo fatto proprio uno stile di vita da quanto la ricerchiamo, può essere che tu ti trovi ESATTAMENTE A META' STRADA TRA LE DUE PORTE DEL VAGONE.
In ogni caso non sei solo. Altre persone come te sono rimaste in quel limbo e qui il rituale è il seguente: sguardi nervosi che guardano prima da una parte e poi dall'altra per valutare quale porta abbia meno gente, rassegnazione, sgomitare un po' per tentare almeno di non salire per ultimi, salire sul treno.

FASE 4: LA DISPERATA RICERCA DI UN POSTO
Ovviamente questa fase è dedicata per chi non ha avuto la grazie di trovarsi davanti alla porta quando il treno si è fermato.
Non temete. In fondo la fortuna può ancora essere dalla vostra parte, possono comparire magicamente dei posti. Qui possiamo trovare tre categorie di persone:
1 - Quelli che si arrendono subito: sono quelli che appena salgono, non ci provano nemmeno a entrare nel vagone, rimangono nella cabina, rassegnati, tanto tra un quarto d'ora scenderanno a Chivasso o si siederanno perchè mezzo treno sarà sceso a Chivasso.
2 - Quelli che almeno ci provano: sono quelli (tra cui io) che entrano nel vagone, lo percorrono speranzosi di trovare ancora un posticino, anche solo un bracciolo, per sedersi, ma che si arrendono quando vedono la fiumana di gente arrivare dal verso opposto e bloccare il passaggio (anche loro componenti di questa categoria).
3 - Quelli che "no, cavolo, un posto lo devo trovare a tutti i costi!": sono quelli che non accettano di rimanere in piedi e nonostante ci siano persone in piedi per tutto il vagone, loro devono scavalcarli e vagare così di carrozza in carrozza finchè non troveranno un posto (non ho dati per dirvi se questa tattica funzioni o meno).

CONCLUSIONE
Una volta arrivati a Chivasso, tutti trovano comodamente posto (a meno che non abbiate nel vagone una scolaresca che scende dopo la vostra stazione. In tal caso è probabile che a Chivasso dobbiate ancora combattere per ottenere un posto. A me è successo. Bambini di quarta elementare che scendevano a Magenta. Ma fortunatamente ho trovato posto senza uccidere nessuno).
Quindi vedete, alla fine c'è comunque un lieto fine =)

Ringrazio vivamente le mie compagne avventuriere Sara e Carolina per la realizzazione di questa ricerca =)
E naturalmente un forte abbraccio solidale a chi deve sempre prendere questo treno. Ragazzi!Sono con voi!Anche se non devo più prenderlo..ci sono passata!Tenete duro!

Ciao Ragassss!!

Chiara =)


4 commenti:

  1. Ottimo post Chiaraz!
    io sono lontano dai tempi del pendolarismo, dove il mezzo di locomozione è il treno.
    sono un pendolare automunito, il che porta onori ed oneri.
    sicuramente non devo lottare per il posto nella mia auto!
    in bocca al lupo per i prossimi viaggi e soprattutto per il blog.
    vedrai che di materiale su cui scrivere ne troverai. già solo la nostra vita ci da un sacco di spunti.
    come ad esempio una poltrona gonfiabile che vaga sul balcone.

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    1. Ricordo anche di un video di te in macchina con un ipotetico R2D2 che vagava per il baule ad ogni curva... XD
      Comunque...troverò senz'altro ispirazione...devo solo elaborare un po' di idee.. =)
      Ciao Pat!

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  2. Ecco quale sociologia manca nel mio piano di studi!!! Dopo sociologia della comunicazione, sociologia dell'ambiente e del territorio e sociologia generale... Sociologia del pendolare! Ecco, ecco... Quando pubblicherai un libro in merito, avvisa!!!

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    1. Sarà sicuramente fatto!E' una materia molto interessante, che in realtà dà molte sorprese! =)

      Ma ciao Sara!! =)

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